Bassano Mobili-Negozi Arredamento a Misano Adriatico, Rimini Emilia Romagna Italia

Bassano Mobili


Bassano Mobili – Negozi Arredamento a Misano Adriatico provincia di Rimini Emilia Romagna Italia
Mobili in stile, mobili classici e mobili d'arte. Produzione, riproduzione e vendita.
La ditta N. Bassano Mobili s.r.l. rappresenta un sicuro punto di riferimento per quanto concerne il tipico mobile in stile Veneto.

L'accurata ricerca dei legni pregiati e la raffinatezza nelle impeccabili rifiniture sono le caratteristiche più salienti di tutta la produzione della ditta N. Bassano Mobili s.r.l. Tutti i mobili di questa interessante collezione sono costruiti in noce, ciliegio, castagno, rovere massiccio e rappresentano, in perfetta armonia, la sapiente miscela tra Arte Povera e i tipici fregi ornamentali del '600, '700, '800 Veneto.

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Dichiarazione di Alta Qualità

La Bassano Mobili attesta che i mobili che produce vengono realizzati nel seguente modo:

Ante top e facciate cassetti: interamente in legno massello.
Fondi ripiani e schienali: in listellare di abete massello.
Cassetti: la struttura è in legno massiccio.
Patinatura: la nostra tecnica di verniciatura e patinatura si perde nei secoli.

I nostri maestri patinatori se ne tramandano i segreti ormai da generazioni. La tinta è a base di terre di varie colorazioni miscelate con acqua. Dopo una decina di passaggi e la stesura finale di resina di gommalacca e cera, si ottiene una tonalità particolare che rende i nostri mobili unici e inconfondibili.
Precisiamo inoltre che, nonostante un'accurata essiccazione, essendo il legno vivo con una continuità secolare, eventuali particolarità dimostrano ancor più il pregio di una naturalità completa e di un'artigianalità corrispondente.

Bassano la "Perla del Veneto"

Bassano è stata definita, a ragione, la "Perla del Veneto"e nei suoi lunghi secoli di vita ha vissuto momenti di grande splendore con Caterina Cornaro, regina di Cipro, ed ha sempre affascinato schiere di uomini e di donne d'arte e di cultura che l'hanno scelta quale loro terra adottiva. Nelle campagne che digradano verso la Marca e Bassano, si è formata nel tempo una vasta rete di botteghe artigianali che hanno attinto la loro aspirazione produttiva proprio a quel patrimonio di cultura e di tradizione che da Asolo promana.
Bassano Mobili proveniente da queste terre, continua a cercare, nei mobili che propone, le sue radici e lo fa anche perchè i suoi maestri ebanisti e patinatori sono gli eredi di una tradizione sapiente ed antica.
I nostri mobili hanno così l'intento di ricreare, nelle dimore private, l'atmosfera e la serenità dei tempi passati, a cui spesso vorremmo conformare parte importante della nostra vita.

Che tipo di legno è stato usato per la costruzione del mobile?

Questa domanda è molto importante e dovremmo essere in grado di saperle dare una risposta.

La prima cosa da fare è verificare se il mobile è stato realizzato interamente in legno massello oppure è impiallacciato. Mi pare chiaro cosa voglia indicare il termine legno massello: ossia del legno al quale non è stato applicato sulla sua superficie alcun ulteriore materiale (quale piallacci per esempio o rivestimenti plastificati, ecc.) e che non sia compensato, tamburato, truciolato o simili semilavorati, ma che sia esclusivamente una parte di albero, opportunamente tagliata, piallata e rifinita utilizzata per la costruzione del mobile.
Molti mobili rustici sono realizzati in quercia, castagno, cipresso, abete, ecc. Altri mobili, più pregiati, sono fatti in noce, un bel legno veramente, e decisamente costoso. Altri ancora sono costruiti con legni provenienti da alberi da frutta, come il pero per esempio ed altri ancora sono costituiti da più di una essenza.
I mobili impiallacciati, invece, sono tutta un'altra cosa. Il loro aspetto solitamente è molto più elegante ed appariscente di quelli in massello in quanto i piallacci ben si prestano a creare figure geometriche e disegni vari, inoltre la maggior parte di questi sono anche intarsiati e ciò li rende ancora più pregiati ed unici. Questi pezzi sono realizzati normalmente con legno povero, o meglio, non adatto all'ambiente in cui devono essere inseriti. Sopra questo, abili artigiani hanno perfettamente incollato sottili fogli di piallaccio disponendoli nelle maniere più eleganti possibili. Ma i piallacci, essendo così sottili ed incollati sul legno sottostante, sono delicati e risentono con facilità delle variazioni di temperatura ed umidità presenti negli ambienti in cui sono stati inseriti. Di conseguenza non è raro trovare mobili pregiati impiallacciati molto danneggiati e perfino con piccole parti di impiallacciatura danneggiata o mancante. E' qui che il restauratore deve mostrare il meglio di sé e se non si è abili conviene delegare tutto il restauro (farlo comunque nel caso di un pezzo d'antiquariato) ad un restauratore professionista (che per tale operazione ci chiederà un occhio della testa...!).

Angoliera 

Mobile di forma angolare, chiamato anche cantonale o cantoniera, destinato a occupare un angolo. Può essere di dimensioni e tipologie differenti - con scaffali a vista, a una o due ante, con sportelli in legno o in vetro - e collocata anche a coppie o, più raramente, in quattro esemplari. Le angoliere ebbero particolare successo in Francia (ove erano dette encoignures) nel XVIII secolo, in accordo con il gusto dell'epoca che, smussando od occultando gli angoli, voleva creare ambienti graziosi e accoglienti. 

Arca

L'arca è un mobile antichissimo ma le sue origini si confondono con quelle del Cassone, con il quale talvolta non vi sono differenze. Il termine arca, di origine latina, deriva dal verbo arceo contenere, che a sua volta deriva dal greco àrkos, riparo. I romani, infatti, chiamavano arca non solo qualsiasi tipo di cassa pubblica o forziere privato ma anche la celletta che serviva come carcere domestico per gli schiavi. Con l'avvento del Medioevo, l'arca divenne una cassa di legno rettangolare, senza gambe e provvista di un coperchio in alto. Generalmente utilizzata come contenitore di vesti, denaro, biancheria ed altri oggetti domestici.

Arte povera 

Tipo di decorazione di mobili largamente in uso a Venezia nel Settecento a imitazione della più raffinata e costosa lacca orientale. Le figure, i paesaggi e i vari motivi ornamentali, anzichè essere dipinti direttamente su legno, venivano ritagliati da stampe e incisioni e applicati alla parte da decorare con una colla forte. Si procedeva quindi alla loro colorazione e alla stesura di diversi strati di una vernice trasparente, la sandracca, che conferiva omogeneità e brillantezza alla superficie, mascherando in tal modo lo spessore della carta.

Boiserie

Espressione francese che designa il rivestimento di un interno (pareti, soffitti, pavimenti) con pannelli lignei. Già amato da principi e signori del Rinascimento per i loro studioli - splendidi esempi, impreziositi da intarsi raffinati, sono quelli del duca Federico da Montefeltro a Urbino e di Francesco I de Medici a Firenze -, ebbe una straordinaria applicazione nelle sfarzose dimore della Francia del Settecento, dove si arricchirono di decorazioni a intaglio, di intarsi in madreperla, di dorature e laccature, di pannelli dipinti o ricoperti di specchi.

Cassapanca 

Mobile assai diffuso in Italia durante il Rinascimento (ma già comparso nel Medievo) costituito da un cassone, che fungeva da sedile e da ripostiglio, e da un dorsale completato successivamente da braccioli. Mentre i primi esemplari si connotavano per l'equilibrio delle proporzioni e la sobrietà della decorazione, nel Cinquecento le forme si fecero più imponenti e i motivi ornamentali - intagliati o scolpiti - sempre più ricchi ed elaborati. A partire dal XVII secolo le sue funzioni vennero meglio assolte dal divano e da altri mobili come il baule o l'armadio, mentre sopravvisse nelle forme originarie come arredo di rappresentanza. 

Credenza

Nel Medioevo era un basso tavolino che veniva posto accanto alle mense più ricche per reggere i piatti con le vivande destinate a essere assaggiate, prima di essere servite, dal "credenziere", al fine di scongiurare il pericolo di un eventuale avvelenamento per i signori. Il termine, nelle epoche successive, passò a indicare il mobile che conservava i servizi da tavola o, temporaneamente, i cibi.
Nei modelli più antichi aveva struttura semplice, bassa e larga, con sportelli ed eventuali cassetti al di sotto del piano di appoggio; in seguito complicò le sue forme, fino ad avere due corpi sovrapposti, di cui quello superiore arretrato. La credenza fu largamente utilizzata dal Rinascimento fino a tutto l'Ottocento, soprattutto nelle sale da pranzo delle famiglie borghesi, dove spesso appariva in coppia con la denominazione di buffet e contro-buffet. E' un mobile tipicamente italiano - forse sviluppatosi dal medievale cassone - che esercitò tuttavia importante influenza nell'arredamento francese e inglese. 

Ebanista

Il termine designa l'artigiano specializzato nella lavorazione dell'ebano, ma viene comunemente adottato in riferimento a qualsiasi lavoratore di legni pregiati, esperto nel rifinire e decorare i mobili con impiallacciature, intarsi e intagli. In questa accezione deriva da èbèniste, termine usato in Francia dal XVII secolo per distinguere l'artigiano artista dal semplice falegname.

Fratina, fratino

In ebanisteria il vocabolo indica un tavolo rinascimentale, (tipico dei refettori dei conventi) dalla forma stretta e allungata, con sostegni congiunti da una traversa oppure da due assi sagomate. E' chiamata fratina anche una robusta sedia toscana, derivata dal seggiolone cinquecentesco, dalla struttura massiccia e dalle linee severe, caratterizzata da uno schienale composto da due o tre cartelle sovrapposte riccamente decorate. 

Laccatura

Tecnica che proviene dall'Oriente e fu diffusa in Europa da alcuni padri gesuiti alla metà del Seicento. Le parti da decorare vengono rivestite con tela incollata sul legno; un prima mano di colla serve a chiuderne la porosità, successive mani di colla e gesso rendono il corpo del mobile liscio e compatto. Una mano di tempera colorata serve da fondo alla decorazione ; sulle dorature e sulle decorazioni si passano diverse mani di di sandracca, una colla resinosa trasparente color paglierino che era il completamento della laccatura.

Radicatura

Operazione analoga all'impiallacciatura e che consiste nel rivestire una struttura, generalmente in legno dolce, con fogli di radica tagliati in spessori che variano dai 3-4 mm del Cinquecento al millimetro circa dell'inizio dell'Ottocento. Le essenze ligne più utilizzate sono state quelle di noce e di ulivo ma, a partire dal Settecento, si intensificò l'impiego di legni esotici che, variamente sagomati e disposti, davano risultati simili all'intarsio. 

Scrivania 

Mobile per scrivere, di varie forme e misure, diffuso a partire dal XV secolo, ma in gran voga a partire dal XVIII. Può essere concepita come mobile da centro o da parete: nel primo caso ha una struttura "a tavola", con o senza cassetti, e un piano ricoperto da un pannello di cuoio; nel secondo ha spesso una tipologia "a cassettone", con o senza vano centrale per le gambe, e piano a ribalta. Di quest'ultimo tipo interessanti sono le varianti ideate a sostituzione della ribalta per l'agibilità del piano di scrittura: particolari sono le scrivanie "a cilindro" o "a tamburo", la cui parte superiore - con cassetti e piano per scrivere - appare celata da un mezzo cilindro scorrevole. In Italia, soprattutto nel Veneto, ebbero larga diffusione, in età barocca, le scrivanie a doppio corpo, inferiore a cassetti e superiore a libreria. 
 

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